Senza titolo #1 – Untitled #1

IMG1265 untitled #1

(A mia nonna Enza… To my granny Enza…)

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16 thoughts on “Senza titolo #1 – Untitled #1

    • Cavolo, GRAZIE!!! Onorato dal tuo complimento, ma il merito è soprattutto del bambino rapito dal paesaggio e chissà da quali fantasticherie. Quel giorno ho fatto dei ritratti stupendi (sempre merito dei soggetti), ma non posso pubblicarli sul blog, visto che si tratta di minori… Anche se i genitori erano d’accordo, non mi sento di farlo.
      Ciao,
      Andrea

      • Io non sono una fotografa, purtroppo.
        Sono una di quelle che prende la macchina fotografica in mano e scatta senza sosta, quasi impossessata.
        Mi è capitato più volte di fotografare dei bambini, facendo la babysitter poi, e rendono tutto così magico.
        Sarà la purezza?
        Comunque hai fatto bene a non pubblicarli.
        Tuteliamoli, finché si può (:

      • anche questo è un modo per fare poesia. Saper trasmettere il rapimento del bambino e le sue fantasticherie e non semplicemente un bambino che guarda un paesaggio

  1. Bellissimo. Mi piace l’obliquità, data anche dalla figura non c’entrale e dalla direzione degli oggetti accanto al bambino. Tutto da la sensazione del protendere, dello sporgersi dell’idea, anche soltanto una prospettiva spensierata, senza orizzonti concreti. Come dei girasoli.

      • Geniale è troppo! Ti ringrazio. La cosa che mi stavo chiedendo, forse mi è sfuggita qualcosa di precedente, è come mai non hai dato alcun titolo a questa fotografia.

      • Ottima osservazione!
        La mia intenzione era quella di lasciarvi liberamente interpretare la foto… Cosa mi suggerisce? A cosa starà pensando il bambino? Cosa starà osservando? Mi emoziona o non me ne frega niente di un eventuale messaggio? Proprio per tale motivo ho preferito intitolarla “Senza titolo #1 – Untitled #1” così come ho fatto in un post precedente con “Senza titolo #0 – Untitled #0”. L’ho fatto prendendo spunto dal mio gruppo musicale preferito, i Sigur Ros, che hanno inciso un album dal nome ( ), le cui canzoni sono intitolate “Untitled #0, #1, #2, ecc… La particolarità di ( ) è proprio nei testi, che in realtà non esistono, dato l’esclusivo utilizzo del vonlenska o hopelandic, una sorta di lingua artificiale inventata dal gruppo stesso (fonte Wikipedia). Così facendo i Sigur Ros hanno voluto lasciare a chi ascolta la facoltà di dare un proprio significato, una propria interpretazione alla loro musica. Certo, io non sono i Sigur Ros, ma ho provato a fare qualcosa di simile con la mia (presunta) vena artistica

      • Capisco! Un messaggio senza titolo, come una lettera ricevuta da un destinatario anonimo che vuole stimolare la ricerca libera del significato da dare alla materia proposta, senza vincoli e senza condizioni. Così la tua fotografia, frutto della tua vena artistica (senza presunta!) viene afferrata e ricatturata nella mente di chi la guarda come un secondo scatto personale e battezzata da questo incrocio di emozioni, quelle dell’autore e quelle di chi ha afferrato e ricreato il messaggio. L’idea è buona : )

  2. Chissà che guarda e che pensa un bambino che si affaccia al “mondo”.
    Sarebbe un adulto si potrebbe immaginare, ipotizzare un suo pensiero….per un bambino si può pensare solo che a spingerlo sia soltanto la cuorisità di ciò che oggettivamente vede al di là della staccionata.
    Ottimo scatto!
    ciao
    .marta

    • Grazie Marta per l’ “ottimo scatto”. Come sempre, troppo gentile.
      Tutti dovremmo re-imparare a osservare le cose come quando eravamo bambini, lasciandoci rapire da ciò che si presenta ai nostri occhi, trovando poesia in ogni minuscolo oggetto, in ogni fugace attimo. Non ho mai smesso di farlo, nonostante le priorità che cambiano col passar del tempo, almeno credo… E comunque, grazie alla fotografia e ai soggetti che immortalo, cerco sempre di vedere al di là della staccionata. Da quello che posti sul tuo blog deduco che lo faccia anche tu. E credo che sia un bene

    • Grazie mille anche a te!
      E’ proprio quello che intendevo fare con questo scatto: lasciare che foste voi a interpretarlo. E’ per questo che non ho dato un titolo preciso alla foto, affinchè ognuno potesse decidere quale significato o emozione attribuire ad essa.
      A presto,
      Andrea

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